Salina, divisa da Lipari da un canale largo 4 Km e profondo 330 m, è formato da due montagne che vanno a congiungersi nella vallata di Valdichiesa.
La cima "Fossa delle Felci" a quota 963 m rappresenta il tetto dell'isola e di tutto l'Arcipelago. Osservandola da lontano, si può facilmente comprendere perchè anticamente essa sia stata chiamata "Gemella", in quanto appare divisa in due parti pressochè uguali.
Terrazzata e sfruttata sapientemente con coltivazioni di capperi, con vigneti e con alberi da frutta, va famosa e superba per la produzione della Malvasia: un'uva dagli "acini a chicchi di sole" che danno un vino sognato ed invidiato nel mondo dal palato di tutti i buongustai.

 

Il suo nome deriva da uno stagno d'acqua salata posto nella parte sud dell'isola, che un tempo veniva utilizzato come salina. L'isola è composta essenzialmente da due ex vulcani (Fossa delle Felci mt.962 e Monte dei Porri mt. 860). Anticamente proprio per questa sua caratteristica era chiamata Dydime, "la doppia". L'isola è ricca di una folta vegetazione tipicamente mediterranea.

 

Salina è l'antica Didyme (= gemella), nome derivato dalla forma dell'isola: due rilievi separati da una sella. Il nome attuale deriva da uno stagno costiero che, un tempo, era utilizzato come "salina". E' ubicato lungo la punta di Lingua; ha una profondità di pochi metri e una estensione di circa due ettari. I cordoni litorali che lo cingono sono formati dalle forti correnti marine che attraversano il canale interposto tra Salina e Lipari.
L'isola ha una forma quasi trapezoidale e lo sviluppo costiero è di 24 Km. Nell'ambito dell'arcipelago Salina occupa il secondo posto per estensione e per numero di abitanti; detiene invece il primo posto per quanto concerne fertilità di suolo.
Un grande cratere slabbrato a Est sul mare, la cui parte sommitale è il Monte dei Rivi, caratterizza la prima di queste formazioni; il Monte Fossa delle Felci, costituitosi successivamente mediante potenti effusioni di lava, emissioni di scorie, deposizione di tufi scoriacei e di brecce, che ricoprono gran parte del versante meridionale del Monte dei Rivi, rappresenta la seconda. Il cratere del Monte Fossa delle Felci ha un diametro di 500 metri circa e costituisce, anche se parzialmente eroso, una tra le forme più evidenti di tutto l'Arcipelago; la terza, di età wurmiana, è costituita da un cono vulcanico: il Monte dei Porri. Sul versante occidentale si apre un ampio cratere, solo in parte conservato, il fondo del quale forma un piano inclinato da 50 a 100 metri sul quale si trova l'abitato di Pollara.